FUORILUOGO 2026
Fuoriluogo 2026 a Biella: tre giorni di cultura negli spazi Mailab di Maiser
Dall’11 al 13 settembre Mailab di Maiser ha ospitato una parte degli appuntamenti di Fuoriluogo 2026, il Festival Letterario della Città di Biella, arrivato quest’anno alla sua dodicesima edizione.
Per tre giorni abbiamo accolto nove incontri e tante persone diverse: autori, lettori, professionisti, appassionati e curiosi. Letteratura, storia, arte, architettura e musica si sono alternate nella sala di via Gera 2, dando a Mailab un volto diverso a ogni appuntamento.
Una collaborazione che si rinnova e che ci piace proprio per questo: vedere un luogo nato dall’esperienza di Maiser diventare, per un intero weekend, parte di un festival che coinvolge la città e il territorio.
Fuoriluogo torna a Mailab
Fuoriluogo è un festival diffuso, costruito attraverso luoghi diversi di Biella che nei giorni della manifestazione diventano sedi di conversazioni, letture e approfondimenti.
Anche quest’anno Mailab ha fatto parte di questa rete.
Ospitare una parte del programma ha significato dare casa a nove appuntamenti e alle persone che li hanno animati. Nei tre giorni si sono alternati scrittori, studiosi, critici, curatori e professionisti provenienti da mondi differenti, insieme a un pubblico altrettanto vario.
È uno degli aspetti che più ci piace di Fuoriluogo: vedere la stessa sala cambiare continuamente, seguendo le storie, le idee e le persone che la attraversano.
Nove appuntamenti e tante voci diverse
Il programma ospitato a Mailab è iniziato venerdì 11 settembre con lo storico Alessandro Vanoli e il reading Oriente. Una storia, un viaggio tra Europa e Asia che mette in discussione l’idea di un confine netto tra Oriente e Occidente.
A seguire, Giovanni Agosti, storico e critico dell’arte, ha portato a Fuoriluogo La Gae, tra Biella e il mondo, dedicato alla figura di Gae Aulenti e anche al suo rapporto con il territorio biellese. Con lui Marcella Turchetti, dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, in un dialogo moderato da Davide Gamba.
Sabato 12 settembre è stata la volta della curatrice e critica d’arte Beatrice Audrito con Il linguaggio dell’arte contemporanea, un percorso dedicato al rapporto tra arte e ambiente e alle esperienze dell’Arte Ambientale e della Land Art.
Domenica Mailab ha vissuto la giornata più intensa, con sei appuntamenti nell’arco di poche ore.
Lo scrittore Gabriele Dadati ha aperto la mattinata con Dickens e il romanzo sociale, dedicato all’opera dello scrittore inglese e alla sua attenzione verso le condizioni delle fasce più fragili della società.
A seguire, Orso Tosco ha presentato La malinconia del tartufo, il suo noir ambientato nelle Langhe, dialogando con lo scrittore Raffaele Riba.
Con Qualcuno da odiare, la scrittrice Ilaria Rossetti ha portato invece al centro della conversazione ideologie, rabbie e disillusioni capaci di attraversare epoche e generazioni, insieme allo scrittore Alberto Schiavone.
Nel pomeriggio Alessio Arena, scrittore e studioso di teatro e discipline dello spettacolo, ha accompagnato il pubblico tra luoghi meno conosciuti, architetture e storie della città con Palermo segreta.
A chiudere gli appuntamenti ospitati a Mailab è stato Vincenzo Latronico con Una splendida rovina, in dialogo con la scrittrice Maddalena Vaglio Tanet.
Nove momenti molto diversi tra loro, che nell’arco di tre giorni hanno portato nella stessa sala storia e narrativa, arti visive, architettura, musica e riflessioni sulla società contemporanea.
Più che una semplice successione di incontri, è stata proprio questa varietà a dare ritmo al weekend e a far incontrare, nello stesso luogo, pubblici e interessi differenti.
Quando Mailab cambia insieme alle persone che lo vivono
Nei giorni di Fuoriluogo, Mailab ha mostrato molto bene una delle ragioni per cui è nato.
Durante l’anno è un luogo dedicato anche alla formazione, alle presentazioni, alle conferenze e agli appuntamenti legati al mondo dell’architettura e della progettazione. In occasioni come questa cambia ritmo e pubblico, aprendosi a esperienze che arrivano da ambiti completamente diversi.
Venerdì si parlava di Oriente e di Gae Aulenti. Sabato di arte contemporanea. Domenica, nell’arco della stessa giornata, siamo passati da Dickens alle Langhe, dalla narrativa contemporanea a Palermo e poi alla musica di David Bowie.
La sala è rimasta la stessa. A cambiare continuamente sono state le persone e le conversazioni.
Ed è forse questo il modo più semplice per raccontare il contributo di Maiser a Fuoriluogo: mettere a disposizione un luogo e permettere che venga vissuto.